Ti è mai capitato di ritrovarti in una situazione di cambiamento in cui sono coinvolte diverse persone, o meglio, un gruppo di persone?
In quel momento avverti che qualcosa mosso da qualcuno ha svegliato o risvegliato energie assopite, energie accantonate, energie nascoste, che messe assieme creano un vortice energetico che rischia o tenta di uscire dal controllo di chi ha scatenato questo processo.
Ebbene in questo caso io dico: “Abbiamo risvegliato il drago dormiente!”, dove il termine “drago” è la metafora di un ammasso energetico in movimento.
Ed è una situazione nuova, strana, eccitante, foriera di un cambiamento in positivo.
Un drago si sa è un’energia potente: è grande, vigoroso, scattante, anche pericoloso (il drago per definizione sputa fuoco). E vola, si sposta con facilità e rapidità, fulmineo, diretto, colpisce il bersaglio con tutta la sua potenza.
Ebbene in questi casi il drago non va lasciato solo.
Il drago va accudito, ascoltato, coccolato, gestito, sempre vigorosamente e senza timori di sorta. Il drago – alias ammasso energetico in movimento – va guidato, affinché la sua potenza sia incanalata al servizio degli obiettivi che stanno a monte del suo risveglio. Allora è bene – col suo permesso - salirgli in groppa e indicargli la strada: dove andare, quando partire, cosa fare, come agire, senza dimenticarsi di spiegargli il perché.
Ecco allora che il drago diventa un alleato prezioso e ci aiuta a perseguire la meta per cui è stato destato.
Allora può diventare un trascinatore, un accumulatore e un acceleratore di ulteriori energie.
Guai – ripeto – guai a lasciarlo solo. Si rischia che erutti la sua potenza a casaccio magari colpendo anche chi lo ha ridestato. Se abbandonato, dopo essersi sfogato, è probabile che ritrovi una nuova caverna dove assopirsi nuovamente. E dopo sarà sicuramente ancora più impegnativo ridestarlo di nuovo, col rischio che stavolta ti si rivolti contro.








Non ci avevo mai pensato.
Atacama: fino a stanotte non sapevo che cosa fosse. E’ un deserto, quasi al confine fra Cile e Perù. “Le rose di Atacama” è il titolo di una raccolta di racconti di vita, una sorta di diario di Luis Sepùlveda che mi porta a spasso per il mondo e mi regala momenti di vita indimenticabili, che viaggiano nello spazio e nel tempo, dagli ultimi quarant’anni all’America dei conquistadores.
Oggi mattina ci è venuto a trovare un simpatico amico: si chiama Mandarino.
catene che stridono
Occhi lucidi
Leggera scende coprendo il prato e affascinando la natura che va in letargo.
Piove, piove e ancora piove; sono tutto bagnato, sporco e con qualche foglia secca che si appiccica addosso.